La perdita dei denti nell’anziano: cause e conseguenze


La perdita dei denti nell’anziano supera il 50% e paradossalmente più si invecchia e meno ci si occupa della salute orale. Se nel 30% della popolazione la parodontite causa perdita dei denti, questa percentuale sale vertiginosamente nelle persone di età avanzata. Gli anziani si dedicano poco ai loro denti per più ragioni. Da un lato la loro attenzione verte su patologie più gravi che colpiscono la terza età, dall’altro le stesse patologie comportano l’assunzione di farmaci che limitano le cure odontoiatriche. A ciò si aggiunge la scarsa igiene orale attribuibile in parte alla diminuzione della vista e in parte ad altri disturbi quali ad esempio uno dei più diffusi è il tremore delle mani.

I dati ISTAT ci restituiscono un quadro dell’Italia piuttosto allarmante. Il nostro paese infatti è al terzultimo posto nella cura dell’apparato stomatognatico. Solo il 45% della popolazione giovane va regolarmente dal dentista, mentre la media europea è del 60%. Con l’aumentare dell’età il dato decresce e quindi solo il 36% degli over 60 si cura, e addirittura si arriva al 29% degli over 75. La perdita dei denti nell’anziano nel nostro paese quindi è legata alla trascuratezza e le cure sono in netta controtendenza con le politiche di invecchiamento attivo che anche l’Italia dovrebbe promuovere come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La perdita dei denti nell’anziano ha forti conseguenze sul suo umore, sulle relazioni sociali e anche sull’alimentazione.

La parodontite, molto diffusa nelle persone della terza età, è una forma infiammatoria di origine batterica e provoca tra l’altro uno spostamento degli altri denti che a sua volta porta problemi di masticazione quindi la perdita dei denti dell’anziano e la malnutrizione si condizionano reciprocamente. La caduta dei denti infatti genera malnutrizione, pensiamo alla masticazione di cibi come la carne ad esempio, essa è fonte di proteine indispensabili per la massa muscolare che in vecchiaia fisiologicamente vanno riducendosi. Paradossalmente diventa un ciclo vizioso in quanto una difficoltà masticatoria provoca u e dunque una dieta povera di sostanze nutritive indispensabili anche per il parodonto ossia quella struttura che supporta il dente.  A ciò si aggiungono le disfunzioni dovute ad una malocclusione che può indurre anche dolori muscolo scheletrici già tanto presenti nell’invecchiamento.

Nell’apparato stomatognatico vi sono continuamente accessi di microorganismi si assiste alla formazione resistente di placca. Viene sottolineato che il loro contatto con il sistema immunitario attivo nella mucosa è la causa di una patologia sistemica, quindi mantenere in equilibrio e tantissime colonie batteriche, il microbioma orale, che vivono nella nostra cavità orale in denti, gengive, palato, lingua, tonsille è oggi una delle responsabilità della salute dell’anziano che la prevenzione deve curare con attenzione con l’incedere dell’età visto che ciò che ci rende fragili.

La perdita dei denti nell’anziano ha molte influenze psicologiche e sociali.  Essa provoca problemi considerevoli nel parlare correttamente e ovviamente questo riduce l’autostima e talvolta le relazioni sociali. 

Studi scientifici hanno evidenziato che esiste anche e purtroppo una relazione tra la caduta dei denti e l’aumentare di deficit cognitivi e della demenza senile. Sembra infatti che la masticazione abbia una parte importante nella regolazione dell’attività dell’asse ipotalamo-ipofisario e quindi nel mantenimento attivo dell’attività della funzione cognitiva dipendente dall’ippocampo.

Il Centro di odontoiatria e Stomatologia Francesco Perrini promuove la prevenzione delle patologie orali dell’anziano raccomandando in primis, visite di controllo regolarmente cadenzate e sedute di igiene orale almeno ogni 4/6 mesi.

Nonostante la perdita dei denti nell’anziano sia considerata spesso inevitabile, le ultime ricerche scientifiche dimostrano che anche in età avanzata si può prevenire e curare molti disturbi parodontali, mantenendo una corretta igiene orale e affidandosi al dentista. 

Per essere aggiornato seguici su Facebook


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *