
18
Mag, 2023
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L’anestesia tronculare è una tecnica utilizzata in odontoiatria per anestetizzare ampie aree della bocca agendo direttamente su uno dei principali tronchi nervosi. La più comune è quella del nervo alveolare inferiore, responsabile della sensibilità dei denti dell’arcata inferiore, del labbro inferiore, del mento e, in parte, della lingua.
A differenza dell’anestesia infiltrativa, che agisce in prossimità del dente da trattare, l’anestesia tronculare blocca la trasmissione dello stimolo doloroso prima che il nervo raggiunga i denti. In questo modo è possibile anestetizzare contemporaneamente più elementi dentari e i tessuti circostanti con una sola iniezione.
Il controllo del dolore è uno degli aspetti più importanti di qualsiasi trattamento odontoiatrico. Un’anestesia efficace permette al paziente di affrontare la terapia senza dolore e consente al dentista di lavorare con maggiore precisione e tranquillità.
Come funziona l’anestesia tronculare
Il principio è semplice: il farmaco anestetico viene iniettato nelle vicinanze del nervo prima che questo entri nel canale osseo mandibolare. In questo punto il nervo è più facilmente raggiungibile e l’anestetico può interrompere temporaneamente la conduzione degli impulsi nervosi.
La tecnica più frequentemente eseguita interessa il nervo alveolare inferiore, che attraversa la mandibola all’interno del canale mandibolare e fornisce la sensibilità ai denti inferiori.
Dopo alcuni minuti dall’iniezione, l’effetto anestetico interessa non solo i denti da trattare, ma anche il labbro inferiore, il mento e spesso metà della lingua, poiché può essere coinvolto anche il nervo linguale. L’effetto è temporaneo e termina spontaneamente quando il farmaco viene progressivamente eliminato dall’organismo.
Dove si fa l’anestesia tronculare
Molti pazienti immaginano che l’iniezione venga eseguita direttamente vicino al dente da curare. In realtà non è così.
L’anestesia tronculare viene praticata nella parte posteriore della bocca, in prossimità del ramo della mandibola, dietro gli ultimi molari inferiori. In questa zona il nervo alveolare inferiore non è ancora completamente racchiuso nel canale osseo ed è quindi possibile raggiungerlo con maggiore efficacia.
Il punto di iniezione viene individuato dal dentista sulla base dei riferimenti anatomici presenti nella cavità orale. La precisione della tecnica è fondamentale perché pochi millimetri possono influire sull’efficacia dell’anestesia.
Quando si utilizza l’anestesia tronculare
L’anestesia tronculare viene scelta quando è necessario intervenire su uno o più denti dell’arcata inferiore oppure eseguire procedure chirurgiche che coinvolgono una porzione estesa della mandibola.
Può essere utilizzata durante:
- estrazione dei denti del giudizio inferiori;
- estrazioni dentarie complesse;
- devitalizzazioni dei molari inferiori;
- interventi di chirurgia orale;
- inserimento di impianti dentali nella mandibola;
- trattamento di lesioni o infezioni profonde;
- alcune procedure parodontali.
Nel mascellare superiore, invece, nella maggior parte dei casi è sufficiente un’anestesia infiltrativa, poiché l’osso è più sottile e consente una migliore diffusione dell’anestetico. Solo in situazioni particolari si ricorre a tecniche tronculari anche nell’arcata superiore.
Quali denti vengono addormentati
Una delle domande più frequenti riguarda l’estensione dell’anestesia.
L’anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore non addormenta un solo dente, ma tutti i denti presenti sul lato trattato della mandibola, dai molari fino agli incisivi. Oltre ai denti, diventano insensibili anche il labbro inferiore e il mento dello stesso lato.
In molti casi si avverte anche una perdita temporanea della sensibilità della lingua, dovuta al coinvolgimento del nervo linguale.
Queste sensazioni sono normali e indicano che l’anestesia sta facendo effetto.
Quanto dura l’anestesia tronculare
L’effetto varia in base al tipo di anestetico utilizzato, all’eventuale presenza di vasocostrittori e alle caratteristiche individuali del paziente. Generalmente la perdita della sensibilità dura tra due e quattro ore, mentre la sensazione di labbro e lingua addormentati può persistere ancora un po’ più a lungo.
Durante questo periodo è consigliabile evitare di mordere accidentalmente labbro, guancia o lingua, soprattutto nei bambini, perché la mancanza di sensibilità può favorire piccole lesioni che vengono avvertite solo quando l’anestesia termina.
Perché a volte l’anestesia tronculare non prende
Nonostante sia una tecnica consolidata, l’anestesia tronculare della mandibola presenta una percentuale di insuccesso superiore rispetto all’anestesia infiltrativa.
La letteratura scientifica riporta infatti un tasso di mancata efficacia che può arrivare al 20-25%, soprattutto nelle procedure endodontiche sui molari inferiori con infiammazione della polpa.
Le cause possono essere diverse. L’anatomia del paziente non è identica in tutti i soggetti e piccole variazioni nella posizione del nervo possono rendere più difficile raggiungere il punto ideale di iniezione. Anche la presenza di un’infiammazione importante, come una pulpite acuta, modifica il pH dei tessuti e rende l’anestetico meno efficace. In queste situazioni il dentista può decidere di eseguire un’anestesia supplementare oppure utilizzare tecniche differenti per ottenere un controllo completo del dolore.
Le tecniche di Gow-Gates e di Vazirani-Akinosi sono nate proprio per aumentare le probabilità di successo nei casi più complessi e rappresentano valide alternative quando la tecnica tradizionale non produce un’anestesia sufficiente.
L’anestesia tronculare è sicura?
L’anestesia tronculare è una procedura utilizzata ogni giorno negli studi odontoiatrici ed è considerata sicura quando viene eseguita da professionisti esperti. Prima di procedere, il dentista raccoglie sempre le informazioni sullo stato di salute del paziente, sulle eventuali allergie, sui farmaci assunti e sulla presenza di patologie che potrebbero richiedere particolari precauzioni.
Nella maggior parte dei casi l’anestesia viene eseguita senza alcun problema e permette di svolgere il trattamento in assenza di dolore. Le complicanze gravi sono rare e la maggior parte degli effetti che si manifestano dopo l’iniezione è temporanea.
Quali sono i rischi dell’anestesia tronculare?
La ricerca “anestesia tronculare rischi” è una delle più frequenti e spesso nasce dal timore di possibili danni ai nervi. In realtà è importante distinguere gli effetti normali della procedura dalle complicanze vere e proprie.
Dopo l’iniezione è del tutto normale avvertire l’intorpidimento del labbro inferiore, del mento e, in molti casi, di una parte della lingua. Alcuni pazienti riferiscono anche una sensazione di gonfiore, pur in assenza di un vero edema, oppure un lieve fastidio nella sede dell’iniezione.
Più raramente possono comparire un piccolo ematoma dovuto alla puntura di un vaso sanguigno o una temporanea difficoltà ad aprire completamente la bocca, causata dall’irritazione dei muscoli coinvolti durante la manovra. Anche queste situazioni tendono generalmente a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni.
Le alterazioni della sensibilità del nervo alveolare inferiore o del nervo linguale rappresentano una complicanza molto rara. Nella maggior parte dei casi, quando si verificano, sono temporanee e migliorano progressivamente. Le lesioni permanenti sono eventi eccezionali e la loro incidenza riportata in letteratura è molto bassa.
Cosa si sente durante e dopo l’iniezione?
L’iniezione dura pochi secondi. Prima della puntura il dentista applica spesso un anestetico topico sulla mucosa per ridurre il fastidio. Durante la somministrazione si può avvertire una lieve pressione o una sensazione di tensione, ma il dolore è generalmente modesto.
Dopo alcuni minuti iniziano a perdere sensibilità il labbro inferiore, il mento e, spesso, metà della lingua. Si tratta dell’effetto atteso dell’anestesia e indica che il farmaco sta agendo correttamente sul nervo.
La sensazione di intorpidimento può rendere momentaneamente più difficile parlare, bere o controllare perfettamente i movimenti del labbro. Tutto ritorna progressivamente alla normalità con la scomparsa dell’effetto anestetico.
Perché l’anestesia tronculare a volte non funziona?
Può capitare che l’anestesia non sia completa oppure che il dolore non venga eliminato del tutto. Non significa necessariamente che sia stata eseguita in modo scorretto.
Una delle cause più frequenti è la presenza di una forte infiammazione, come accade nelle pulpiti acute. In queste condizioni il pH dei tessuti cambia e l’anestetico riesce a diffondersi con maggiore difficoltà.
Anche piccole variazioni anatomiche del decorso del nervo possono influenzare il risultato. Per questo motivo il dentista, quando necessario, può eseguire ulteriori infiltrazioni oppure ricorrere a tecniche alternative come la Gow-Gates o la Vazirani-Akinosi, che consentono di anestetizzare il nervo con un approccio diverso.
L’obiettivo è ottenere sempre un controllo adeguato del dolore prima di iniziare il trattamento.
Cosa fare dopo un’anestesia tronculare
Finché la sensibilità non è completamente tornata è opportuno evitare di mangiare cibi molto caldi o di masticare dal lato anestetizzato, perché si potrebbe mordere accidentalmente il labbro, la lingua o la guancia senza accorgersene.
Nei bambini questa attenzione è ancora più importante, poiché il rischio di provocarsi piccole lesioni è maggiore.
Se l’intorpidimento dovesse persistere oltre i tempi indicati dal dentista oppure comparissero sintomi insoliti, è consigliabile contattare lo studio per una valutazione.
L’anestesia tronculare è una tecnica consolidata e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per eseguire numerosi trattamenti sull’arcata inferiore in condizioni di comfort e sicurezza. La conoscenza approfondita dell’anatomia, l’esperienza dell’odontoiatra e la disponibilità di tecniche alternative consentono oggi di ottenere un controllo del dolore elevato nella grande maggioranza dei casi, anche nelle situazioni cliniche più complesse.
Quando rivolgersi al dentista
Se durante un trattamento ti è stata proposta un’anestesia tronculare o hai dubbi sul suo funzionamento, sui tempi di durata o sugli eventuali effetti dopo l’iniezione, è sempre consigliabile parlarne con il proprio odontoiatra. Ogni paziente presenta caratteristiche anatomiche diverse e solo una visita clinica permette di individuare la tecnica anestetica più adatta e pianificare il trattamento nelle migliori condizioni di sicurezza.
Presso il Centro di Odontoiatria e Stomatologia F. Perrini, il paziente viene seguito in ogni fase delle cure con particolare attenzione al controllo del dolore e al comfort durante il trattamento. Ricevere informazioni chiare prima della procedura e affidarsi a professionisti esperti aiuta ad affrontare anche gli interventi più complessi con maggiore serenità.
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